IL BEACH TENNIS DA GIOCO A SPORT   

IL BEACH TENNIS DA GIOCO A SPORT  

Racchetta pesante, gola secca, gambe fiacche che non spingono, braccio che si alza controvoglia: è capitato a tutti, almeno una volta, di sentirsi così nel momento cruciale di una partita importante, quello in cui servirebbe lo scatto in più per vincere.

Succede, è normale.

Il beach tennis non è più un gioco: anzi non è più solo un gioco.

Il livello da qualche anno si è alzato tantissimo, i giocatori di  medio livello di oggi spesso e volentieri sono meglio dei campioni di ieri.

Fino a qualche anno fa si poteva puntare al mondiale solo giocando in spiaggia.

Giocavi, affinavi il feeling col socio, rigiocavi: tutto li.

Ora non più.

Oggi chi vuole vincere ed evitare infortuni stupidi deve considerare, oltre alla tecnica, altri tre aspetti fondamentali.

  1. Quello fisico
  2. Quello nutrizionale
  3. Quello psicologico

Il Beach Tennis è uno sport maturo

Giocare a basso livello è facile e divertente, ma se non ti accontenti hai davanti due strade:

  • allenarti come prima, rischiare di più, migliorare poco, divertirti ancora meno
  • curare la preparazione in modo professionale, rischiare meno, migliorare molto, divertirti ancora di più

Non si può essere dei giocatori seri senza prendere seriamente le cose, per fortuna: vuol dire che il Beach Tennis ha fatto il salto di qualità.

Per mantenere tutte le sensazioni positive ed adrenaliniche che si sviluppano nel gioco, bisogna alzare l’asticella sempre un po’ di più: un concetto a prima vista banale, ma che paradossalmente viene tenuto poco in considerazione proprio quando sarebbe più utile, quando il livello si alza.

Pensa alla prima volta che hai preso in mano una racchetta: era divertente, quasi incredibile, facevi progressi evidentissimi in poco tempo.

Col tempo però, una volta appresi i gesti tecnici fondamentali ed i trucchi del gioco, ti sarà capitato più volte di sentirti come un leone in gabbia, col colpo in canna, la mira buona, ma le mani che tremano mentre sollevi il fucile.

Il livello tecnico di tutti i giocatori è elevatissimo, talmente alto da portare al limite il fisico, come il motore di una Formula 1 sul telaio di un’auto stradale.

Bisogna sbloccare questo potenziale, farlo durare fino alla finale e non sentirlo sfumare durante il Tie Break.

Oggi il campo in cui si trovano enormi margini di miglioramento è quello della preparazione atletica.

AZ-PRO: DAL 2009 IL METODO DEI CAMPIONI

Sempre più giocatori (anche amatoriali) sanno che una buona preparazione atletica può fare molto più di una racchetta nuova.

Ricordo quando nel 2009, assieme a Marco Garavini (il Puma), fummo i primi a mettere a punto un programma di allenamento specifico per il Beach Tennis: non c’era nulla del genere al  mondo.

In questi anni il livello del gioco e della preparazione fisica, di tutti gli agonisti, professionisti e amatori, è cresciuto in maniera impressionante.

In quegli anni pionieristici ci arrangiavamo contando i colpi al minuto, guardando i pochi video disponibili su You Tube; oggi dopo aver allenato e collaborato con tutti i migliori, Garavini, Meliconi, Calbucci, Mingozzi, Marighella, Carli, Cappelletti, Cramarossa, Strano, Mattei, Nicola Gambi e i ragazzi/e della sua scuola e tanti altri, mi servo di un metodo professionale e collaudato nel tempo che ha portato i miei ragazzi a vincere negli anni praticamente ogni titolo disponibile.

  • 2009 Marco Garvini, miglior giocatore dell’anno e vincitore TorneoCittà di Cervia (bagno Delfino)
  • 2010-2014 Luca Meliconi, Campione del Mondo 2011, Campione Italiano 2012, campione italiano indoor 2014
  • 2010-2012 Alessandro Calbucci, (il Divino) Campione del Mondo 2011, Campione Italiano 2012, Numero 1 nella classifica ITF, vincitore di innumerevoli tornei in tutto il mondo
  • 2012-2013 Michele Cappelletti e Luca Carli Campioni Europei 2011, vincitori del torneo citta di Cervia 2012, Campioni Italiani 2013
  • 2012 Eva D’Elia e Simona Bonadonna Campionesse Europee 2012
  • 2012-2013 Sofia Cimatti e Veronica Visani, campionesse Mondiali 2013
  • Matteo Marighella, Alex Mingozzi, simboli di questo sport per cui ogni presentazione credo sia superflua
  • Niccolò Strano, Massimo Mattei vincitori di importanti tornei Nazionali ed Internazionali
  • Dal 2015 ho stretto la collaborazione con la Scuola Crb di Cesena e la Scuola Argentina del Maestro Nicola Gambi; la sfida era quella di portare un gruppo di ragazzi volenterosi e promettenti al livello dei migliori del mondo. Negli anni Filippo Buccioli, Marco Bonfiglioli, Dennis Valmori, Marco Antonelli, Teo Casadei, Marco Faccini, Luca Brasini, le ragazze Elisa Cappelli, Giorgia Gilardi, Claudia Lazzarini, si sono distinti e fatti conoscere con risultati importanti ad ogni livello, in attesa dell’acuto che ne sancirà la consacrazione.

Il metodo AZ-PRO mira alla crescita e maturazione dell’atleta a 360°.

Le sedute di allenamento fisico atletico della durata di un ora e trenta circa, sono da integrare alle sedute di allenamento tecnico di beach tennis (non in corrispondenza di queste ultime).

I 7 PRINCIPI DEL METODO AZ-PRO

  1. Motivazione
  2. Intensità
  3. Specificità
  4. Controllo
  5. Personalizzazione
  6. Cura di particolari
  7. Recupero

OBIETTIVI SPECIFICI:

  1. Il miglioramento della resistenza specifica
  2. Il miglioramento della Forza e della Potenza specifiche
  3. Il miglioramento della velocità
  4. il miglioramento dell’elasticità e flessibilità muscolare

Se siete interessati all’argomento, continuate a seguire il mio Blog, uscirà un articolo al mese in cui approfondiremo nel dettaglio gli obiettivi specifici con consigli e suggerimenti pratici su come allenarvi e quali esercizi è opportuno eseguire per prepararvi al meglio.

Se vuoi allenati con me contattami per maggiori informazioni

 

 

 

 

ALLENARSI CON IL CARDIOFREQUENZIMETRO

ALLENARSI CON IL CARDIOFREQUENZIMETRO

Il Cardiofrequenzimetro è uno strumento che tutti conosciamo, sappiamo che serve per misurare la frequenza cardiaca di un individuo.
In commercio ne esistono di varie tipologie per tutte la tasche, è possibile scaricare applicazioni (Polar Beat, Runtastic, per citarne alcune) che associate ad una fascia cardio bluetooth appropriata permettono di visualizzare sul nostro smartphone in realtime la nostra frequenza cardiaca.
La scelta del dispositivo da utilizzare, vista la vasta gamma di proposte è abbastanza difficile ma non impossibile. Il mio consiglio è di scegliere la soluzione che trovate più comoda in base all’attività che volete svolgere, al budget che avete a disposizione, alla moda del momento. Vi allenate a casa, in palestra o in uno studio di Personal Trainer? Un app. telefonica sarà più che sufficiente per monitortare l’andamento dei vostri sforzi; fate attività outdoor (camminata, corsa, biciletta, nuoto, canoa stc), vi consiglio un orologio da polso, magari impermeabile, più sofisticato.
La cosa che farà la veramente la differenza durante l’allenamento che svolgerete sarà utilizzare in maniera corretta lo strumento acquistato, di seguito alcuni consigli.

1 Individuiamo la nostra frequenza cardiaca massima (FCmax)
Si utilizza la formula empirica 220-Età
(ad esempio, una persona di 40 anni avrà una FCmax 220-40=180 battiti al minuto Bpm).
ATTENZIONE: questa formula è abbastanza precisa ma non va bene per tutti, Fumatori, Asmatici, chi assume particolari farmaci (Betabolccanti, Eutirox, etc), tachicardici e bradicardici, hanno risposte cardiache diverse. Il mio consiglio per queste persone è dimenticare il “fai da te” e rivolgersi ad un professionista

 

2 Ponetevi un obiettivo preciso:
Benessere: attività ad intensità moderata, adatta per rieducare l’organismo all’attività fisica dopo un lungo periodo di stop (camminata, nordic walking, escursionismo, etc)

Dimagrimento:
attività ad intesità media con l’obiettivo di perdere massa grassa (jogging, sci di fondo, bicicletta, nuoto, canoa)

Allenamento Cardio-Vascolare:
attività intensa, per chi già allenato vuole mantenere alto il proprio livello di forma

Allenamento agonistico:
per chi fa Sport a livello agonistico, seguiti da un Preparatore Atletico professionista

 

3 In base all’obiettivo che abbiamo scelto individuiamo la frequenza cardiaca a cui far lavorare il nostro cuore
Benessere: dobbiamo lavorare in un intervallo che va 50-60% della FCmax.
Le formule da utilizzare sono FC50%=FCmax*0,5 ed FC60%=FCmax*0,6
riprendendo l’esempio del nostro quarantenne, FC max=220-40=180bpm, calcoliamo FC55%=180*0,5=90bpm, stessa cosa facciamo per FC60%=180*0,6=108bpm:
Risulterà che il nostro sportivo per raggiungere l’obiettivo scelto dovrà allenarsi in un intervallo da 90-108 bpm

Dimagrimento:
dobbiamo lavorare in un intervallo che va 60-70% della FCmax.
Le formule da utilizzare sono FC60%=FCmax*0,6 ed FC70%=FCmax*0,7
riprendendo l’esempio del nostro quarantenne, calcoliamo FC60%=180*0,6=108bpm, stessa cosa facciamo per FC70%=180*0,7=126bpm:
Risulterà che il nostra sportivo per raggiungere l’obiettivo scelto dovrà allenarsi in un intervallo da 108-126 bpm.

Allenamento Cardio-vascolare: dobbiamo lavorare in un intervallo che va 70-80% della FCmax.
Le formule da utilizzare sono FC70%=FCmax*0,7 ed FC80%=FCmax*0,8
riprendendo l’esempio del nostro quarantenne, calcoliamo FC70%=180*0,7=126bpm, stessa cosa facciamo per FC80%=180*0,8=145bpm:
Risulterà che il nostra sportivo per raggiungere l’obiettivo scelto dovrà allenarsi in un intervallo da 126-145 bpm.

Allenamento agonistico: dobbiamo lavorare in un intervallo che va 85-90% della FCmax.
Le formule da utilizzare sono FC85%=FCmax*0,85 ed FC90%=FCmax*0,9
Risulterà che il nostra sportivo per raggiungere l’obiettivo scelto dovrà allenarsi in un intervallo da 153-162 bpm.